Il Bivacco Del Neurone

Sono una punkabbestia moderna. Ma così punkabbestia moderna che non ho il cane. Ho il Nintendogs.
Punkd
Femmina | 20 anni
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postato il 29/12/2011 02:19 da Punkd
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postato il 29/12/2011 02:18 da Punkd
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postato il 29/12/2011 02:15 da Punkd

 

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postato il 26/03/2010 00:33 da Punkd

Tonight:Franz Ferdinand = voto 8/10

 

Tonight:Franz Ferdinand su vinile = voto 9+/10.

 

Il suono vero vince sempre.

postato il 14/03/2010 00:33 da Punkd
Dall'esordio, al primo Ep di 8 tracce nel 2007, all'Heineken Jammin Festival del 2008 fino all'apertura dei concerti dei The Rakes, arrivando al CMJ Music & Film Marathon, esibendosi allo Spike Hill di New York fino ad approdare in rotazione su Mtv Brand:New all'interno dei contenitori Fu***ng Good Music ed Electro Sounds con il loro album New Adventures on Analog Machines, trainato dai singoli Back to Rock e Grind you down.
Questa, in poche righe e riassunta fino all'osso, la carriera di Nicola, Riccardo, Gabriele e Riccardo a.k.a. Thank you for the Drum machine , band che, nonostante i "pregiudizi" di chi li sente la prima volta (e spesso crede siano britannici), è italiana al 100%. Il loro sound, personalissimo, a tratti simile a Franz Ferdinand, ma non solo, e completato da citazioni di Clashiana memoria li porta ad un livello superiore rispetto alla maggior parte dei lavori che si possono ascoltare in Italia da moltissimi anni a questa parte ed è sicuramente questo il motivo del loro emergere.
Da non-fan di Mtv, mi trovo stavolta a "concordare sull'inserimento" dei loro lavori all'interno di Fu***ing Good Music perché è, davvero, l'unica descrizione che può esser data alle loro produzioni e, per la prima volta, questa recensione (per dover di cronaca mi tocca ammetterlo) sarà assolutamente di parte, anche perché la sottoscritta li seguiva già da tempo.
Ebbene, i TYFTDM sono semplicemente spettacolari. E non parlo solo dei loro live.
Le canzoni sono davvero un concentrato adrenalinico fatto di suoni elettronici (non solo semplici synth, tastiere, pedaliere e computer ma anche un Game Boy e uno Speak&Spell figurano tra la loro effettistica) chitarre, batteria e testi a ritmi incalzanti. I quattro ragazzi non fanno altro che divertirsi e sin dalla prima nota dell'intro ai loro live si capisce di che pasta sono fatti. Risulta difficile anche soltanto dire i ruoli dei quattro aretini all'interno del gruppo perché davvero la parola "polistrumentisti" stavolta non basta assolutamente. Tutti i componenti cantano (altra citazione ai Clash?), si scambiano gli strumenti o ne suonano più di 2 contemporaneamente.
Ci sarebbe davvero tanto da scrivere su questo "electroquartet" ma davvero le parole non sarebbero abbastanza. Basta dire, però, che la loro esibizione è al primo posto tra tutte quelle viste finora e lascio il resto dei commenti alle vostre orecchie.

 

http://www.myspace.com/thankyouforthedrummachine

postato il 06/03/2010 22:11 da Punkd
E se cazzeggiando in sala prove, i Beatles incontrassero gli Yardbirds ed iniziassero a suonare le canzoni dei Kinks, magari litigando sul bere un the o una birra? Probabilmente l'ibrido che ne uscirebbe fuori sarebbe la band dei Thee Vicars, un gruppo di quattro baldi giovini (Mike alla voce e al basso, Chris e Marcus alle chitarre e Will alla batteria) che partono dal Suffolk ed esportano accordi stridenti e urli di tradizione punk che si contrappongono alle apparenze. Il look è, infatti, quello degli anni ‘60 della Swinging London coi loro capelli a caschetto e le cravatte sottili.
Il confronto (anche se forse un po' azzardato, ma non tanto, visto che i Vicars sono stati in tour con mostri sacri del calibro degli Sham69 e che ancor prima sono stati protagonisti di una puntata di "Bbc Introducing..") è con gli Who del celebre videoclip My Generation: camicie con rouches alla moda VS. balbuzie e strumenti spaccati ovunque. Versus di tutto rispetto anche se tra i due litiganti, il terzo gode: il vincitore indiscusso della diatriba è il divertimento assoluto che il mix dei due elementi sopracitati ci regala nei loro live. I Thee Vicars, sembrano simpaticamente a prima vista dei ragazzi impacciati, sull'onda del revival di quegli anni. In realtà la trasformazione avviene immediatamente sul palco e la spirale sale sempre più in alto, fino a che il pogo non si impossessa del pubblico e loro stessi si lanciano in salti e tuffi da e sulla batteria che infiammano ancora di più l'atmosfera. Ascoltandoli partendo da "Back on Streets" a "Come on stomp" passando per "Don't try and tell me" viene indubbiamente naturale affermare che l'energia che sprigionano è di diversi megatoni e il loro potenziale, vista la giovane età (hanno soltanto tra i 18 e i 20 anni) è sicuramente altissimo.
Aspetteremo quindi per rivederli in terra Italica, dove torneranno per delle date dal 19 al 24 Maggio 2010, nel bel mezzo di una tournèe che li porterà nuovamente nel continente americano e in giro per tutta l'Europa per ripetersi come nel tour che ce li ha fatti conoscere nel 2009.
 



postato il 06/03/2010 16:01 da Punkd
 
Sul loro myspace si definiscono "Other / Psychedelic / Rock" ed effettivamente è proprio in quell' "other" che sta la loro forza.

I Rodeo Mas
sacre sono una realtà francosvedese ormai trapiantata a Londra, dove i tre artisti sperimentano davvero qualcosa in campo musicale e, la tanto abusata parola "sperimentazione" stavolta non è usata a caso. Il dettaglio-non dettaglio che salta subito all'occhio è la palese capacità musicale dei tre. Non deve quindi stupire il fatto di trovare un batterista che è anche chitarrista. Sì, perché Zorba suona entrambi gli strumenti. Contemporaneamente. Stessa storia per Ulf che si divide con maestria tra hammond e basso e che con la splendida Izzy completa la band. Proprio Izzy, eterea come non mai, si presenta sul palco come una diva dei primi 70's, praticamente una Brigitte Bardot del glam. L'atmosfera che regalano è tipica di un garage ben studiato dove i suoni vintage si fondono con l'indie di alta classe del nord Europa ("Fast Fading Youth" su tutti) e che solo l'esperienza in club (che spesso sono poco più di un sottoscala o una cantina) può dare. Ovviamente lo stage diving è d'obbligo in più occasioni, visto il grande coinvolgimento del pubblico e la grande presenza scenica.
 
Il risultato del loro lavoro è un suono sporco, graffiante nel vero senso della parola e, che sembra una sorta di tesoro trovato tra l'immondizia di una soffitta rimasta chiusa per almeno 30 anni (vedi su tutti "Brand new day" e "Woman").
 
E' questo che piace dei Rodeo. Ascoltarli è sicuramente un piacere (è un dato di fatto:ai loro live la gente canta canzoni  imparate a causa del loop necessario dopo il primo ascolto su youtube) ed è proprio questo che colpisce, perchè il loro lavoro è la celebrazione del D.I.Y. che poi D.I.Y. non è.